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Intervista Diego Giacche’

 
1) Diego, giocando prevalentemente su ghiaccio come è stato il rientro nell’inline dopo anni?
Il rientro è stato positivo ma impegnativo perché, anche se disputiamo un campionato di serie C, il livello tecnico è buono e sta crescendo in fretta, visto che sempre più squadre si stanno aggiungendo a questa categoria.
Ho dovuto un pò adattarmi alla situazione di gioco a Savona, poichè in alcune fasi i giocatori più esperti hanno poco supporto e quindi bisogna fare gli straordinari. Ma non temo questa sfida, anzi mi stimola a fare di meglio.

2) Tra Aosta e Savona c’è un bel po’ di differenza, sei passato da una zona ricca di tradizione hockeystica ad una che ne è totalmente priva, come è stata la tua esperienza con il nuovo ambiente?

La mia avventura a Savona è cominciata l’anno scorso e devo dire, che è andata bene, mi sono subito sentito parte della squadra.
E’ vero che la tradizione manca, ma ho conosciuto molte persone, che credono fermamente in questo progetto: di portare l’hockey ad alto livello a Savona, e si stanno impegnando per realizzarlo, penso che nulla è impossibile. Nel mio piccolo, tutte le volte che posso aiuto, portando quello che è la mia esperienza e spero che l’amministrazione pubblica dia fiducia al progetto che sono convinto avrà il suo ritorno.
3) La serie C (ex B) è passata da cimitero degli elefanti ad un campionato fresco e con un buon livello tecnico destinato a crescere.
Quali sono le possibilità dei Killer Whales quest’anno secondo te?
A mio avviso la squadra è giovane (abbiamo giocatori che hanno iniziato da 2 anni o meno) e, nonostante alcuni pilastri incrollabili, ha poca esperienza per poter puntare alla parte alta della classifica.
L’anno scorso ho visto molta buona volontà e voglia di farsi valere ma se consideriamo la lunghezza della stagione non penso che ci si possano aspettare prestazioni durature di alto livello,
anche se la stagione passata abbiamo fatto sudare la vittoria a più di una testa di serie.
La squadra sta crescendo bene e penso che, con questo impegno, nel giro di qualche anno si possa cominciare a credere in qualcosa di più della metà della classifica.

corso portieri da coach Taraschi

Taraschi-portieriSempre più alta l’attenzione sul mondo dei portieri italiano, come si evince anche da piccole iniziative svolte localmente.
Per esempio si è svolto, alla fine di ottobre, uno stage per portieri, ospitato dal Novi Hockey. Coach dell’evento Luca Taraschi, portiere dell HC Savona Killer Whales, a coordinare il lavoro dei 5 portieri presenti.

L’attività sviluppata da Luca Taraschi è partita con il lavoro sulle prime basi, pattinata, posizioni, passando all’uso della stecca e alla butterfly.

L’entusiasmo dei partecipanti ha consentito a coach Taraschi di completare lo stage in programma, e per questo motivo si è deciso di replicare l’evento con scadenze ravvicinate.

“A mio avviso sono appuntamenti molto importanti. – commenta Taraschi – gli stage ci aiutano a far crescere il livello tecnico dei giocatori perchè si ha la possibilità di lavorare sui ruoli specifici. Puoi imparare le tecniche e correggere le imperfezioni, il tutto con la concentrazione di un tipo di allenamento particolare”.

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